Shiny Frog

Cari lettori, uno degli obiettivi che mi sono prefissato per questo blog è dare spazio a storie che ispirino e aiutino chi cerca di fare qualcosa con le proprie mani.

Oggi vi parlo di Shiny Frog, una piccola perla che luccica nel mare un po' grigio delle software house italiane. Shiny Frog è il nome dato alla loro creatura da Danilo Bonardi e Matteo Rattotti, due rampanti 26enni di Parma. Matteo si è gentilmente prestato per una intervista, che è diventata immediatamente una piacevole chiacchierata, e che presento qui con entusiasmo.

Credo che qualcuno di voi troverà delle incoraggianti risposte nelle parole di Matteo. Faccio un grande in bocca al lupo a chi, leggendo l'intervista, sentirà che ora tocca a lui!

MB: Matteo, come definiresti Shiny Frog? Startup, piccola impresa, software house, due ragazzi in un garage...?

MR: Bella domanda. Noi facciamo sw e design, questo ci definisce. Ci piace disegnare interfacce grafiche.

MB: Quindi vi identificate con i vostri prodotti. Di cosa vi occupate?

MR: Ci occupiamo di tre cose: software per Mac, design di interfacce e sviluppo web. Al momento vendiamo due software, Img2icns e Delibar, e lavoriamo a contratto per alcune società estere.

MB: Come è nata Shiny Frog?

MR: In breve, nasciamo come "società" circa 5 anni fa: siamo tutti universitari del corso di Informatica a Parma e scriviamo applicazioni per Mac open-source accettando donazioni. Le donazioni non funzionano, però c'è molto interesse nei nostri applicativi. Passiamo al modello shareware e cominciano a vendere, da qui nasce la vera Shiny Frog, anche in ambito legale.

MB: Di quale capitale avete avuto bisogno per partire?

MR: Due computer e connessione internet, nient'altro.

MB: Perché avete imboccato questa strada?

MR: La maggior parte dei laureati in informatica finisce in grosse aziende a far programmi per banche, lavorando per 20 anni sulla stessa cosa senza imparare nulla di nuovo.

Noi non ne eravamo proprio entusiasti, quindi abbiamo provato a fare da soli.

Abbiamo cominciato scrivendo cose che servivano a noi. Una soluzione ad un nostro problema.

MB: Ora quanti siete e che competenze avete?

MR: Oltre a Danilo e a me c'è un collaboratore che ora vive in America e al quale ci appoggiamo in caso di lavoro in eccesso.

Siamo molto pratici di Python, Javascript, Objective C e Cocoa, html + css e tecnologie correlate al web. Io mi occupo del design e sviluppo Cocoa, Danilo si occupa più di sviluppo web, ma ovviamente entrambi abbiamo conoscenze in tutti i campi.

MB: Come avete fatto a convincere i primi clienti a comprare i vostri programmi?

MR: Abbiamo creato un sito dove si poteva comprare Img2icns. Il programma era abbastanza conosciuto, ma poiché tutti i nostri programmi permettono di usare gratuitamente le funzionalità di base, non sapevamo quante persone fossero davvero disposte a pagare per avere feature aggiuntive.

Abbiamo stabilito un prezzo di 13 dollari, che ci sembrava una cifra ragionevole. Da allora non lo abbiamo mai cambiato.

MB: Chi sono i vostri clienti e dove risiedono?

MR: Il 50% è americano, il resto si divide tra Europa e Giappone.

Il cliente tipo di Img2icns è il normale utente Mac, che vuole magari mettere la foto del cane o dei bambini nelle icone sul desktop. Delibar è rivolto agli utenti di Delicious.

MB: Come vi siete fatti conoscere dal pubblico?

MR: Non abbiamo mai speso soldi in pubblicità. Preferiamo inserire i nostri programmi sui siti specializzati tipo VersionTracker e ottenere delle buone recensioni dagli utenti.

MB: Chi compra (o magari prova soltanto) il vostro software poi vi scrive per suggerire idee e commentare il prodotto?

MR: Certamente, spendiamo buona parte della giornata a rispondere a persone che inviano commenti sui nostri sw.

MB: Parliamo di sviluppo web. In questo caso come vi siete procacciati i primi clienti?

MR: Semplicemente avendo creato il sito! Il potenziale cliente vede la nostra pagina e gli piace, e quindi ci contatta.

MB: Lavorate di più sui programmi per Mac o sullo sviluppo web?

MR: Dipende molto dal periodo, direi un 50%/50% in media. Al momento stiamo lavorando per il museo nazionale sulla Democrazia in Australia, e sviluppiamo sia applicativi per Mac che un applicativo web per la gestione dei contenuti multimediali.

Mediamente sviluppiamo un nostro applicativo da vendere all'anno e per il resto web application. Ovviamente lavoriamo più all'estero che in Italia, ma non ci lamentiamo. :)

MB: Essere in Italia vi aiuta o vi penalizza?

MR: Non ci ha aiutato. I clienti sono all'estero, le conferenze sono all'estero, i colleghi sono all'estero... E in Italia purtroppo non ci sono figure aziendali deputate a cercare nuovi prodotti per risparmiare o lavorare meglio, cosa che invece all'estero è la norma.

MB: Conoscete altre piccole sw house come voi? In che rapporti siete con gli altri sviluppatori del giro Apple?

MR: La comunità degli sviluppatori è aperta e ci troviamo bene. Abbiamo buoni rapporti con diversi programmatori, naturalmente tutti stranieri... Recentemente siano stati alla NSConference a Reading (UK) ed eravamo gli unici italiani!

MB: Avendo in mente la vostra esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole creare la propria Shiny Frog?

MR: Cominciare sempre risolvendo un problema che hai. L'idea di fare dei soldi con un prodotto che sfonda il 99% delle volte non funziona. Poi ci vuole un buon sito internet. Noi purtroppo usiamo poco il blog, ma è un ottimo strumento per farsi conoscere.

E quando inizi a vendere, vai alla NSConference. ;)

MB: Oggi c'è mercato sufficiente per sviluppare nuove applicazioni desktop?

MR: Secondo me le applicazioni desktop non moriranno per un bel po' di tempo. Inoltre, sviluppare un applicativo web è molto più complesso che sviluppare sul desktop, che quindi è il meglio per iniziare.

Ringrazio Matteo per la sua disponibilità e per aver condiviso così tante informazioni.

Quando si parla di startup si pensa alla ricerca di investimenti esterni come il primo ostacolo da superare. Invece le piccole sw house come Balsamiq e Shiny Frog (e sicuramente altre che cercherò di presentare qui) dimostrano che con un piccolissimo capitale iniziale si può mettere in piedi una impresa, anche in Italia.

Identificare un problema, trovare una soluzione, proporla al pubblico tramite il web. Questo semplice schema... funziona! :-)

Hai una piccola software house e pensi che la tua storia possa interessare i lettori del mio blog? Contattami!

Alla prossima
Marco

Comments (3)

  1. Pingback: Balsamiq Company Blog

  2. Marco,
    molto interessante il post. Spero che tu continui a puntare i riflettori su realta’ come Shing Frog.

    Quando si organizza un incontro di tutte le micro-isv italiane?

    [Marco: Ci muoviamo in quella direzione, speriamo di poter organizzare qualcosa in futuro. Sarebbe troppo bello! :-) ]

  3. Complimenti Marco, e’ stato un piacere ritrovarti in rete attraverso un contributo cosi’ interessante….
    Sergio

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